Désorbonnée

Sur la commune


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1

« Bisogna riprendere lo studio del movimento operaio classico in un modo disincantato, e prima disincantato rispetto alle sue diverse speci di eredi politici o pseudo-teorici, poiché non possiedono che l'eredità del suo fallimento. I successi apparenti di questi movimenti sono i suoi fallimenti fondamentali (il riformismo o la sistemazione al potere di una burocrazia statale) e i suoi fallimenti (La comune o la rivolta delle Asturie) sono finora degli successi aperti, per noi e per l'avvenire. »

Note editoriali dell'I.S. 7

2

La Comune è stata la più grande festa del novecento. Ci si trova, alla base, l'impressione per gli insorti di essere diventati i maestri della loro storia, non tanto al livello della dichiarazione politica « governativa » quanto al livello della vita quotidiana in questa primavera del 1871 (vedere il gioco di tutti con le armi ; ciò che significa : giocare con il potere). E' pure in questo senso che bisogna capire Marx: « la misura sociale più grande della Comune era la sua propria esistenza in atti).

3

La parola di Engels : « Guardate la Comune di Parigi. Era la dittatura del proletariato» deve essere preso seriosamente, come base per fare vedere ciò che non è la dittatura del proletariato in quanto regime politico (le diverse modalità di dittature del proletariato, in nome suo)

4

Tutti hanno saputo fare delle critiche giuste sulle incoerenze della Comune, del difetto palese di un apparecchio. Ma siccome pensiamo oggi che il problema degli apparecchi politici è molto più complesso che non lo pretendono gli eredi abusivi dell'apparecchio di tipo bolscevico, e ora necessario di considerare la Comune non solo come un primitivismo rivoluzionario passato di cui si superano tutti gli errori, ma come una esperienza positiva di cui non si sono ancora ritrovate e compite tutte le verità.

5

La Comune non ha avuto capi. Ciò in un periodo storico in cui l'idea che bisognasse averne dominava assolutamente il movimento operaio. Così si spiegano prima i suoi successi e fallimenti paradossali. Le guide ufficiali della Comune sono incompetenti (se si prende come riferimento il livello di Marx o Lenine, oppure Blanqui). Ma invece gli atti « irresponsabili » di questo momento sono precisamente da rivendicare per il seguito del movimento rivoluzionario del nostro tempo (anche se le circostanzi li hanno quasi tutti limitati al distruttivo – l'esempio più conosciuto è l'insorto dicendo al borghese sospetto che afferma che non ha mai fatto politica : « è appunto per ciò che ti ammazzo »).

6

L'importanza vitale dell'armamento generale di un popolo è manifestata, nella pratica e nei segni, da una parte all'altra del movimento. Nel complesso non si è abdicato a favore di distacchi specializzati il diritto di imporre dalla forza una volontà comune. Il valore esemplare di questa autonomia dei gruppi armati tiene il suo rovescio nella mancanza di coordinazione : Il fatto di non avere a alcun momento, offensivo o difensivo, della lotta contro Versailles, portato la forza popolare al livello dell'efficacia militare ; ma bisogna non dimenticare che la rivoluzione spagnola si è persa, ed alla fine la guerra stessa, in nome di una tale trasformazione in « esercito repubblicano ». Si può pensare che la contradizione tra autonomia e coordinazione dipendeva molto dal livello tecnologico dell'epoca.

7

La Comune rappresenta fino a noi l'unica realizzazione dell'urbanesimo rivoluzionario, attacandosi sul terreno ai segni pietrificati dell'organizzazione dominante della vita, riconoscendo lo spazio sociale in termini politici, non credendo che un monumento possa essere innocente. Quelli che riportano questo ad un nichilismo di lumpen proletario, all'irresponsabilità delle pétroleuses, devono confessare in controparte tutto quello che considerano come positivo, da conservare, nella società dominante (si vedrà che è quasi tutto). « Tutto lo spazio è già occupato dal nemico... il momento di comparsa dell'urbanesimo autentico, sarà di creare, in certe zone, il vuoto di questa occupazione. Quello che noi chiamiamo costruzione comincia lì. Si può capire con l'aiuto del concetto di buco positivo forgiato dalla fisica moderna. (Programma elementare di urbanesimo unitario, I.S. 6)

8

La Comune di Parigi è stata vinta meno dalla forza delle armi che dalla forza dell'abitudine.
L'esempio pratico più scandaloso è il rifiuto di ricorrere al canone per impadronirsi della Banca di Francia mentre i soldi sono così mancati. Durante tutto il potere della Comune, La Banca è rimasta una enclave di Versailles in Parigi, difesa da qualche fucile e il mito della proprietà e del furto. Le altre abitudini ideologiche sono state terribilmente care ad ogni istante (la resurrezione del giacobinismo, la strategia disfattista delle barricate in ricordo del 48, etc.)

9

La Comune mostra come i difensori del vecchio mondo beneficiano sempre, su un punto o su un'altro, della complicità degli rivoluzionari; e sopra tutto di quelli che pensano la rivoluzione. E sul punto dove gli rivoluzionari pensano come loro. Il vecchio mondo mantiene così le basi (l'ideologia, il linguaggio, i morsi, i gusti) nello sviluppo dei suoi nemici, e lo utilizza per riprendere il terreno perso (le manca solo e per sempre il pensiero in atti proprio al proletariato rivoluzionario: la Cour des Comptes ha brusciato). La vera « quinta colonna » è nello spirito stesso degli rivoluzionari.

10

L'aneddoto degli incendiari, negli ultimi giorni, venuti per distruggere Notre-Dame, e chi si
urtano al battaglione armato degli artisti della Comune, è ricca di senso : è un esempio giusto di democrazia diretta. Mostra pure, più avanti, i problemi ancora da risolvere nella prospettiva del potere di consigli. Questi artisti unanimi, avevan o no ragione di difendere una cattedrale in nome a delle valori estetiche permanenti, e alla fine dello spirito dei musei, mentre altri uomini volevano appunto accedere all'espressione questo giorno qua, traducendo da questa demolizione la loro sfida ad una società che, nella difetta presente, rifiutava tutta la loro vita al nulla e al silenzio? Gli artisti partigiani della Comune, agendo in specialisti, si trovavano già in conflitto con una manifestazione estremista della lotta contro l'alienazione. Bisogna rimproverare agli uomini della Comune di non avere osato rispondere alla terrore totalitaria del potere dalla totalità dell'impiego delle loro armi. tutto porta a credere che si è fatto scomparire i poeti che hanno tradotto a questo momento la poesia in sospeso della Comune. La massa degli atti incompiuti della Comune permette che diventino atrocità gli atti abbozzati, e che i ricordi siano censurati. L'espressione « coloro che hanno fatto le rivoluzioni a metà non hanno fatto che scavarsi una fossa », spiega pure il silenzio di Saint-Just.

11

I Teorici che restituiscono la storia di questo movimento situandosi dal punto di vista onnisciente di Diò, che caratterizzava il romanziere classico, mostrano facilmente che la Comune era oggettivamente condannata, che non aveva un superamento possibile. Bisogna non dimenticare che, per quelli che hanno vissuto l'evento, il superamento vi era.

12

L'audace e l'intervento della Comune non si misurano evidentemente in rapporto alla nostra epoca, ma in rapporto alle banalità coeve nella vita politica, intellettuale, morale. In rapporto alla solidarietà delle banalità attuali (di destra o di sinistra) si concepisce la misura dell'invenzione che possiamo aspettare di una esplosione uguale.

13

La guerra sociale di cui la Comune è un momento dura sempre (benché le sue condizioni superficiali abbiano cambiato molto). Per il compito di « rendere cosciente le tendenze incosciente della Comune » (Engels). L'ultima parola non è detta.

14

Da circa venti anni, in Francia, i cristiani di sinistra ed i stalinisti si accordano, in ricordo del loro fronte nazionale anti-tedesco, per mettere l'accento su tutto quello che ebbe luogo nella Comune di smarrimento nazionale, di patriotismo ferito, e per così dire di « popolo francese chiedendo tramite petizioni di essere governato » ( secondo la « politica staliniana » attuale ), e alla fine spinto alla disperazione dalla mancanza della destra borghese apolide. Basterebbe, per sputare questa acqua benedetta, studiare il ruolo degli stranieri venuti a combattere per la Comune : era così, innanzitutto, l'inevitabile prova di forza dove doveva svolgersi l'azione in Europa da 1848 del « nostro partito », come diceva Marx.

18 marzo 1962







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1

"Il faut reprendre l'étude du mouvement ouvrier classique d'une manière désabusée, et d'abord désabusée quant à ses diverses sortes d'héritiers politiques ou pseudo-théoriques, car ils ne possèdent que l'héritage de son échec. Les succès apparents de ce mouvement sont ses échecs fondamentaux (le réformisme ou l'installation au pouvoir d'une bureaucratie étatique) et ses échecs (la Commune ou la révolte des Asturies) sont jusqu'ici ses succès ouverts, pour nous et pour l'avenir."

Notes éditoriales d'I.S. 7

2

La Commune a été la plus grande fête du XIXème siècle. On y trouve, à la base, l'impression des insurgés d'être devenus les maîtres de leur propre histoire, non tant au niveau de la déclaration politique "gouvernementale" qu'au niveau de la vie quotidienne dans ce printemps de 1871 (voir le jeu de tous avec les armes; ce qui veut dire: jouer avec le pouvoir). C'est aussi en ce sens qu'il faut comprendre Marx:"la plus grande mesure sociale de la Commune était sa propre existence en actes".

3

Le mot de Engels:"Regardez la Commune de Paris. C'était la dictature du prolétariat" doit être pris au sérieux, comme base pour faire voir ce que n'est pas la dictature du prolétariat en tant que régime politique (les diverses modalités de dictatures sur le prolétariat, en son nom).

4

Tout le monde a su faire de justes critiques des incohérences de la Commune, du défaut manifeste d'un appareil. Mais comme nous pensons aujourd'hui que le problème des appareils politiques est beaucoup plus complexe que ne le prétendent les héritiers abusifs de l'appareil de type bolchevik, il est temps de considérer la Commune non seulement comme un primitivisme révolutionnaire dépassé dont on surmonte toutes les erreurs, mais comme une expérience positive dont on n'a pas encore retrouvé et accompli toutes les vérités.

5

La Commune n'a pas eu de chefs. Ceci dans une période historique où l'idée qu'il fallait en avoir dominait absolument le mouvement ouvrier. Ainsi s'expliquent d'abord ses échecs et succès paradoxaux. Les guides officiels de la Commune sont incompétents (si on prend comme référence le niveau de Marx ou Lénine, et même Blanqui). Mais en revanche les actes "irresponsables" de ce moment sont précisément à revendiquer pour la suite du mouvement révolutionnaire de notre temps (même si les circonstances les ont presque tous bornés au destructif - l'exemple le plus connu est l'insurgé disant au bourgeois suspect qui affirme qu'il n'a jamais fait de politique: "c'est justement pour cela que je te tue").

6

L'importance vitale de l'armement général du peuple est manifestée, dans la pratique et dans les signes, d'un bout à l'autre du mouvement. Dans l'ensemble on n'a pas abdiqué en faveur de détachements spécialisés le droit d'imposer par la force une volonté commune. La valeur exemplaire de cette autonomie des groupes armés a son revers dans le manque de coordination: le fait de n'avoir à aucun moment, offensif ou défensif, de la lutte contre Versailles porté la force populaire au degré de l'efficacité militaire; mais il ne faut pas oublier que la révolution espagnole s'est perdue, et finalement la guerre même, au nom d'une telle transformation en "armée républicaine". On peut penser que la contradiction entre autonomie et coordination dépendait grandement du degré technologique de l'époque.

7

La Commune représente jusqu'à nous la seule réalisation d'un urbanisme révolutionnaire, s'attaquant sur le terrain aux signes pétrifiés de l'organisation dominante de la vie, reconnaissant l'espace social en termes politiques, ne croyant pas qu'un monument puisse être innocent. Ceux qui ramènent ceci à un nihilisme de lumpenprolétaire, à l'irresponsabilité des pétroleuses, doivent avouer en contrepartie tout ce qu'ils considèrent comme positif, à conserver, dans la société dominante (on verra que c'est presque tout). "Tout l'espace est déjà occupé par l'ennemi... Le moment d'apparition de l'urbanisme authentique, ce sera de créer, dans certaines zones, le vide de cette occupation. Ce que nous appelons construction commence là. Elle peut se comprendre à l'aide du concept de trou positif forgé par la physique moderne." (Programme élémentaire d'urbanisme unitaire, I.S. 6)

8

La Commune de Paris a été vaincue moins par la force des armes que par la force de l'habitude. L'exemple pratique le plus scandaleux est le refus de recourir au canon pour s'emparer de la Banque de France alors que l'argent a tant manqué. Durant tout le pouvoir de la Commune, la Banque est restée une enclave versaillaise dans Paris, défendue par quelques fusils et le mythe de la propriété et du vol. Les autres habitudes idéologiques ont été ruineuses à tous propos (la résurrection du jacobinisme, la stratégie défaitiste des barricades en souvenir de 48, etc.)

9

La Commune montre comment les défenseurs du vieux monde bénéficient toujours, sur un point ou sur un autre, de la complicité des révolutionnaires; et surtout de ceux qui pensent la révolution. C'est sur le point où les révolutionnaires pensent comme eux. Le vieux monde garde ainsi des bases (l'idéologie, le langage, les moeurs, les goûts) dans le développement de ses ennemis, et s'en sert pour regagner le terrain perdu. (Seule lui échappe à jamais la pensée en actes naturelle au prolétariat révolutionnaire: la Cour des Comptes a brûlé). La véritable "cinquième colonne" est dans l'esprit même des révolutionnaires.

10

L'anecdote des incendiaires, aux derniers jours, venus pour détruire Notre-Dame, et qui s'y heurtent au bataillon armé des artistes de la Commune, est riche de sens: elle est un bon exemple de démocratie directe. Elle montre aussi, plus loin, les problèmes encore à résoudre dans la perspective du pouvoir des conseils. Ces artistes unanimes avaient-ils raison de défendre une cathédrale au nom de valeurs esthétiques permanentes, et finalement de l'esprit des musées, alors que d'autres hommes voulaient justement accéder à l'expression ce jour-là, en traduisant par cette démolition leur défi à une société qui, dans la défaite présente, rejetait toute leur vie au néant et au silence? Les artistes partisans de la Commune, agissant en spécialistes, se trouvaient déjà en conflit avec une manifestation extrémiste de la lutte contre l'aliénation. Il faut reprocher aux hommes de la Commune de n'avoir pas osé répondre à la terreur totalitaire du pouvoir par la totalité de l'emploi de leurs armes. Tout porte à croire qu'on a fait disparaître les poètes qui ont traduit à ce moment la poésie en suspens de la Commune. La masse des actes inaccomplis de la Commune permet que deviennent "atrocités" les actes ébauchés, et que les souvenirs soient censurés. Le mot "ceux qui ont fait les révolutions à moitié n'ont fait que se creuser un tombeau" explique aussi le silence de Saint-Just.

11

Les théoriciens qui restituent l'histoire de ce mouvement en se plaçant du point de vue omniscient de Dieu, qui caractérisait le romancier classique, montrent facilement que la Commune était objectivement condamnée, qu'elle n'avait pas de dépassement possible. Il ne faut pas oublier que, pour ceux qui ont vécu l'évènement, le dépassement était là.

12

L'audace et l'invention de la Commune ne se mesurent évidemment pas par rapport à notre époque mais par rapport aux banalités d'alors dans la vie politique, intellectuelle, morale. Par rapport à la solidarité de toutes les banalités parmi lesquelles la Commune a porté le feu. Ainsi, considérant la solidarité des banalités actuelles (de droite et de gauche) on conçoit la mesure de l'invention que nous pouvons attendre d'une explosion égale.

13

La guerre sociale dont la Commune est un moment dure toujours (quoique ses conditions superficielles aient beaucoup changé). Pour le travail de "rendre conscientes les tendances inconscientes de la Commune" (Engels), le dernier mot n'est pas dit.

14

Depuis près de vingt ans, en France, les chrétiens de gauche et les staliniens s'accordent, en souvenir de leur front national anti-allemand, pour mettre l'accent sur ce qu'il y eut dans la Commune de désarroi national, de patriotisme blessé, et pour tout dire de "peuple français demandant par pétition d'être gouverné" (selon la "politique stalinienne" actuelle), et à la fin poussé au désespoir par la carence de la droite bourgeoise apatride. Il suffirait, pour recracher cette eau bénite, d'étudier le rôle des étrangers venus combattre pour la Commune: elle était bien, avant tout, l'inévitable épreuve de force où devait se mener l'action en Europe depuis 1848 de "notre parti", comme disait Marx.

18 mars 1962